venerdì 5 febbraio 2016

GOMASIO



Cucina: Giappone

Il Gomasio e’ un condimento di origine Giapponese che e’ largamente usato nella cucina macrobiotica e vegana composto da semi di sesamo e sale marino. Di solito i semi di sesamo sono leggermente tostati, tuttavia per evitare di perdere parte del loro valure nutritivo si puo’ optare per una variante crudista senza tostatura. Il gomasio si presenta con numerose varianti che includono alghe, semi di sesamo nero (nigella sativa) o erbe essiccate per esaltare il sapore dei cibi riducendo l’utilizzo del sale. Il rapporto tra quantita’ di sale e di sesamo varia a seconda dei gusti personali, di solito una parte di sale ogni sette parti di sesamo, ma il sale si puo’ ulteriormente diminuire soprattutto se alghe o erbe essiccate vengono aggiunte.

INGREDIENTI:

·         1 cucchiaio di sale marino integrale
·         7 cucchiai di semi di sesamo
·         1 cucchiaio di alghe essiccate tipo nori o erbe essiccate (opzionale)

PREPARAZIONE:

·         Utilizzate di preferenza sesamo biologico che non sia stato irradiato o trattato, se polveroso o sporco lavatelo in un colino sotto acqua corrente.
·         Tostate leggermente il seasmo in una padella anti aderente senza condimento su fuoco basso mescolando continuamente con il cucchiaio di legno per evitare che si bruci, il sesamo bruciato emette una sostanza tossica. Potete anche metterlo in forno a bassa temperature sorvegliandolo per evitare che fumi o bruci.
·         Il sesamo e’ tostato quando il seme si sbriciola quando viene schiacciato.
·         Se desiderate una versione crudista evitate di tostare il sesamo.
·         Mettete il sesamo, il sale e le alghe in un tritatutto o frullatore e usando la funzione pulse tritate fino ad ottenere delle bricciole tipo pane pesto.
·         In Giappone si usa per tradizione il mortaio di terracotta con un pestello di legno, se avete in casa il mortaio potete sbriciolare il sesamo con questa tecnica.
·         Utilizzare sui cibi cotti al posto del sale.

Photograph courtesy of Huerta Organika, published with permission after editing: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/

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